Ricordati di respirare: a senso alternato.

Jacques Mayol, apneista francese

Chi lo ha conosciuto racconta che prima dei suoi tuffi Jaques Mayol, uno dei più noti apneisti al mondo, si mettesse in un angolo per praticare una respirazione particolare, una di quelle di base nel Prȃnayȃma, definita Nȃdi Sodhana, il respiro purificante (Maric M. ,2017) (Van Lysebeth A., 1978).

Ora, se quando sei al lavoro qualcuno ti fa indispettire, non ti consiglio di metterti necessariamente in una posizione yoga, ma puoi chiudere la narice destra e respirare solo con la sinistra: otterrai un effetto calmante, grazie all’attivazione dell’emisfero destro.

Ricordatevi di respirare. Dopo tutto, è il segreto della vita.

Gregory Maguire

Può sembrare scontato: la natura ha fatto in modo che respiriamo in modo automatico,  a tal punto che respiriamo naturalmente anche durante il sonno e quando perdiamo i sensi.
L’atto del respiro è associato alla vita stessa. Possiamo restare senza cibo e senza acqua per molto tempo, ma possiamo rimanere senza aria solamente per un tempo brevissimo: più o meno 3 minuti.

L’aria è il nostro nutrimento principale, 13.000 litri in 24 ore, contro i 2 litri di acqua e 1 chilo di altro nutrimento (Maric M. ,2017).

Respirare è naturale, ma quanto lo è respirare “bene”?

Le tradizioni mediche e culturali fra le più antiche al mondo, quelle indiane e cinesi, hanno compreso da millenni quanto sia importante una corretta respirazione. I cinesi praticano il Qi Qong, una tecnica basata su esercizi di respirazione e concentrazione per il controllo dell’energia vitale.
In India gli  yogi praticano il Prȃnayȃma, “esercizi che hanno lo scopo di catturare, accumulare e controllare coscientemente le energie vitali” del nostro corpo (Van Lysebeth A., 1978).

Nella società occidentale è solo in tempi più recenti  che si sta diffondendo la cultura dell’attenzione al respiro, sulla scia delle tradizioni orientali.

Quello che ora praticano molti apneisti prima del tuffo, pinne ai piedi verso profondità inaccessibili ai più, è il respiro a narici alternate.
L’uomo, a dire il vero, respira in modo naturale a narici alternate: respiriamo da una sola narice per volta.
Esatto, non respiriamo contemporaneamente da entrambe le narici. O meglio, avviene, durante la giornata, solo per periodi molto brevi.
Mentre una narice lavora, l’altra rimane pressoché inutilizzata, quasi come fosse in “stand-by”.
Ogni due o tre ore, invertiamo la respirazione fra una narice e l’altra, in modo spontaneo. L’inversione fra una narice e l’altra viene definita “ciclo nasale” ed è regolata dal sistema nervoso autonomo.

E’ stato dimostrato da recenti scoperte nel campo delle neuroscienze che il ciclo nasale è legato al ritmo di alternanza dell’attività degli emisferi cerebrali. La respirazione da una sola narice stimola l’attività dell’emisfero cerebrale opposto. La narice destra stimola l’emisfero sinistro e la narice sinistra stimola l’emisfero destro.

La tecnica della respirazione a narici alternate ha diversi vantaggi e procura benefici:

  • produce rilassamento nella mente e nel corpo
  • facilita la gestione dello stress;
  • contribuisce a ridurre l’ansia;
  • calma il sistema nervoso;
  • aumenta la vitalità, grazie all’uso dei conduttori principali dell’energia vitale, le narici;
  • facilita l’equilibrio emotivo e mentale;
  • migliora il sonno.

Anche se all’inizio sembra complicato coordinarsi, dita e respirazione insieme, quando questa respirazione diventa un’abitudine nella tua giornata ne hai un grande giovamento.


Questo esercizio è uno di quelli fondamentali all’interno di LIGHT, il workshop che porta leggerezza nella tua vita grazie alle 3R: risata, respirazione, rilassamento.

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LIGHT, IL WORKSHOP DELLA LEGGEREZZA

Fonti: